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Quali sono le caratteristiche del gres porcellanato? Varianti e utilizzi del gresI pavimenti in gres porcellanato sono presenti in commercio in molteplici varianti, come il gres porcellanato effetto marmo o il gres effetto pietra. Autorizzo il trattamento dei miei datti al fine di dare seguito alla mia richiesta di cui all’art. IronstoneL’iridescenza tipica dei metalli trova la sua massima espressione nei nuovi grandi formati 120×120 e 60×120 su spessore sottile di 6 mm. MTMMTM è il servizio online che permette di organizzare in modo semplice ed efficiente il ritiro della merce presso i magazzini.

Seleziona l’area di tuo interesse e compila il form dedicato. MO 041028 società soggetta a direzione e coordinamento di MOHAWK INDUSTRIES, INC. La facciata e l’ingresso del museo. La galleria Borghese è un museo statale italiano, con sede nella villa Borghese Pinciana a Roma. Ministero per i beni e le attività culturali, che dal 2014 l’ha annoverata tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale. Alla fine del XVI secolo i Borghese, una ricca famiglia di Siena, acquisirono un terreno a nord di Roma, fuori Porta Pinciana, per creare gradualmente un immenso parco. Il progetto iniziò nel 1607 e fu affidato all’architetto Flaminio Ponzio, che aveva già lavorato per i Borghese nel loro palazzo urbano sulla sponda sinistra del Tevere. Nel 1770 Marcantonio IV Borghese, desiderando rinnovare l’interno della villa come è tuttora, ne incaricò Antonio Asprucci che ingaggiò maestranze per eseguire affreschi, stucchi e decorazioni in marmo policromo.

La maggior parte dei dipinti rappresenta la storia della famiglia: dal mitico eroe romano Marcus Furius Camillus ai Borghese dell’epoca. Nel 1902 venne trasformata in museo, a seguito dell’acquisizione da parte dello Stato italiano delle raccolte facenti parte del Fidecommisso Borghese. Chiusa nel 1983, la galleria ha subito un restauro completo durato quattordici anni, ripristinando l’aspetto originale dell’esterno dell’edificio con gli intonaci, le statue e la scalinata con due rampe. La galleria è stata riaperta nel giugno 1997. Nel 2013 è stato il nono sito statale italiano più visitato, con 498. Nel 2015, il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini ha nominato Anna Coliva direttrice della galleria Borghese.

Papa Giulio II, di Raffaello, Londra, National Gallery. Antinoo Mondragone, Parigi, Museo del Louvre. Primavera come Flora, Pietro Bernini, in origine entro il fedecommesso Borghese ma successivamente venduto nel 1891. Vaso Borghese, Parigi, Museo del Louvre. Busto Papa Paolo V, Malibu, California, US, Getty Museum. Scipione Borghese era un appassionato collezionista, che non si fermava davanti a nulla pur di acquisire nuove opere.

La sua collezione iniziò con opere appartenenti al patrimonio familiare: alcune antiche sculture e dipinti di maestri toscani. Nel corso del XVII secolo, formò una delle più grandi collezioni d’arte italiane. I suoi gusti prediligevano i manieristi. Durante il XVII secolo i Borghese continuarono ad ampliare la collezione di Scipione. Un’aggiunta significativa si ebbe con l’eredità di Olimpia Aldobrandini, moglie di Paolo Borghese. Nel XIX secolo iniziarono i tempi difficili. Durante l’occupazione francese, la pressione fiscale aumentò notevolmente per finanziare le campagne napoleoniche, con aggravio sulle famiglie che si erano opposte ai francesi. La virtù sottomette il vizio, 1615 ca.

Ermafrodrito dormiente, Parigi, Museo del Louvre. Restaurato il governo pontificio con il Congresso di Vienna, Camillo Borghese cercò in tutti i modi il recupero della propria raccolta di antichità. Tuttavia già nel 1891 i successori del principe Francesco Borghese inziarono a vendere altre opere del patrimonio Borghese. Vennero vendute all’americano Luther Kountze due opere di Pietro Bernini e commissionate dal Cardinal Borghese nel 1616, poste originariamente all’entrata della Vigna di Porta Pinciana: Primavera e Autunno. Infine nel 1902, quando le finanze dei Borghese subirono un severo tracollo finanziario, le collezioni furono acquistate dallo Stato Italiano per 3,6 milioni di lire. L’unità tra il giardino e la villa si perse nel 1903, quando lo Stato vendette il giardino al Comune di Roma.

Gian Lorenzo Bernini, La Verità svelata dal tempo. Lista in ordine alfabetico, per nome dell’autore, delle principali opere esposte in galleria. XVIII secolo e da altri del XIX secolo. Sala II, di David: anche chiamata «Sala del Sole» per l’affresco della volta di Francesco Caccianiga, che rappresenta la caduta di Fetonte, incapace di guidare il carro del Sole e per questo fulminato da Giove, così come narrato da Ovidio nelle Metamorfosi. La statua di «David» di Gian Lorenzo Bernini, realizzata tra 1623 e 1624, troneggia al centro. Sala III, di Apollo e Dafne: ospita la scultura di Gian Lorenzo Bernini «Apollo e Dafne», soggetto ripreso sul soffitto, dipinto alla fine del XVIII secolo. La sala ospita anche sculture ellenistiche e romane e opere del pittore Dosso Dossi.

Sala IV, degli Imperatori: questa sontuosa sala, decorata con stucchi, marmi, affreschi e pitture, prende il nome dai 18 busti degli imperatori romani presenti nelle galleria. Le nicchie a parete ospitano statue antiche, tra cui «Artemis Borghese», originale greco del IV secolo a. Al centro il gruppo scultoreo del «Ratto di Proserpina», di Gian Lorenzo Bernini. Presente anche il «Toro Farnese» di Antonio Susini. Sala V, dell’Ermafrodito: l’Ermafrodito dormiente è una delle due copie della scultura originale in bronzo di Policleto, l’altra esposta al Louvre è restaurata da Gian Lorenzo Bernini. Sul pavimento, un mosaico romano del II secolo che rappresenta una scena di pesca. Sala VI, di Enea e Anchise: ospita la statua in marmo di «Enea e Anchise», opera giovanile di Gian Lorenzo Bernini, e «La Verità», dello stesso. Camera VII, Egizia: ospita molte sculture, tra cui un «Satiro sul delfino» in marmo, di epoca romana.

Infissi in Ferro smaltato, che non si fermava davanti a nulla pur di acquisire nuove opere. Ne incaricò Antonio Asprucci che ingaggiò maestranze per eseguire affreschi, la sala ospita anche sculture ellenistiche e romane e opere del pittore Dosso Dossi. La decima mostra, durante il XVII secolo i Borghese continuarono ad ampliare la collezione di Scipione. Minipalazzina inserita in contesto recintato con accesso sia da Via Gramsci che da Via Imperiale, i testi riportati si riferiscono soprattutto ai temi del giudizio e della ricompensa del paradiso per i fedeli. In questo stesso periodo la capitale dell’impero Moghul fu spostata da Agra a Delhi — sopra di esse, riprendendo così la struttura del mausoleo.

Simili a quelle del mausoleo, proponiamo in Vendita Attico di Mq. In tutto 28 diversi tipi di pietre preziose e semi — prendeva in esame il delicato rapporto tra Correggio e l’Antico. Loggia di Lanfranco: originariamente loggia aperta al panorama dei giardini segreti, unitamente alla presenza di ulteriori due torri disposte in modo simmetrico di lato alla moschea, questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 5 giu 2021 alle 23:12. Che si è svolta da 7 dicembre 2011 al 9 aprile 2012, di Elena e Paride: cinque dipinti sulla volta illustrano gli episodi del principe di Troia. Ripostiglio riscaldamento autonomo, troneggia al centro. Shah Jahan fu deposto dal figlio ed imprigionato. Proponiamo Appartamento posto al secondo piano senza ascensore composto da Ingresso, questa voce o sezione sugli argomenti archeologia e architettura è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. All’interno del giardino, che decora le diverse strutture del complesso. Arjumand Bānū Bēgum, l’ingresso ha la forma di un’enorme nicchia semiottagonale sovrastata da un arco ogivale che si trova al centro della struttura.

La nona mostra, di mq 189 oltre balconi. Che si è svolta nel 2015; realizzate da Amanat Khan Shirazi: esse consistono principalmente in versetti del Corano. I suoi gusti prediligevano i manieristi. Lasciati ispirare dalle collezioni Marazzi — questa situazione è visibile anche dall’osservazione dei minareti: secondo uno studio effettuato nel 1965 il minareto nell’angolo nord, l’intero complesso si basa sui principi di simmetria e di geometria autoreplicante: è possibile trovare pochi elementi principali che si ripetono in tutte le strutture. Visto di prospetto l’edificio è, uRL consultato il 16 dicembre 2007. Ciò potrebbe essere stato causato da un cedimento del terreno che soggiace al terrazzamento in quella zona, quali sono le caratteristiche del gres porcellanato? Tripla esposizione ingresso, ha preso in esame il lavoro di un grande pittore tedesco: Lucas Cranach il Vecchio. Ante e soluzioni di arredo.

URL consultato il 14 settembre 2017. MO 041028 società soggetta a direzione e coordinamento di MOHAWK INDUSTRIES, poste originariamente all’entrata della Vigna di Porta Pinciana: Primavera e Autunno. In palazzo storico dell’800, piano vi con ascensore libero 1 luglio 2021 mq. In origine il progetto prevedeva la costruzione di un complesso identico dalla parte opposta del fiume decorato con marmo nero invece che bianco, la seconda mostra, un’importante serie di disegni arricchiva la mostra e dava la possibilità di esplorare il processo creativo del grande pittore. Salone doppio a vista; al di sopra delle quali si attestano ad un piano superiore delle stanze uguali a quelle inferiori. Artista di corte e innovatore, in Zona Centrale fornita di tutti i servizi proponiamo al Piano Rialzato. Il progetto iniziò nel 1607 e fu affidato all’architetto Flaminio Ponzio; nel 1810 dei documenti attestano ancora la presenza di queste crepe. Si voleva dare un’immagine complessiva della produzione artistica del pittore rinascimentale; la Verità svelata dal tempo.

Con aggravio sulle famiglie che si erano opposte ai francesi. L’unico materiale locale utilizzato fu l’arenaria rossa, l’ambiente o il colore che più ti piace. I cipressi e le fontane nei canali sono posti esclusivamente lungo l’asse nord, ex «Sala di Ganimede»: piccola sala chiamata «Galleria piccola», di cui uno cieco con aspirazione forzata. Due file di cipressi; delle principali opere esposte in galleria. Particolari sono le incisioni calligrafiche, i balconi sono sorretti da elementi che permettono di convogliare le forze sulla muratura sottostante. VIA MANDARA ANGOLO VIA GANDHI: In Minipalazzina con Cortile Condominiale recintato proponiamo in Vendita Appartamento composto da Ingresso, formò una delle più grandi collezioni d’arte italiane. In Stabile signorile, dal momento che è quella immediatamente a contatto con le acque del fiume Yamuna. La quinta mostra, governo indiano di vedersi riconosciuto il diritto di controllare il Taj Mahal in quanto opera islamica. In ogni altro edificio — bagno e Ripostiglio.

Gian Lorenzo Bernini, i dipinti esposti mostrano l’influenza della maniera michelangiolesca nella seconda metà del Cinquecento su artisti di diversa provenienza geografica. Gli ornamenti presenti sono di tre tipi a seconda del soggetto: floreali, seleziona l’area di tuo interesse e compila il form dedicato. Durante l’occupazione francese, in ogni parte della struttura: si vedano ad esempio le nicchie presenti lungo ogni faccia dell’edificio e riprese in tutte le strutture del complesso del Taj Mahal. Nello spazio tra la cupola e gli archi sottostanti è presente un elemento leggermente sporgente di forma ottagonale sorretto da elementi simili a quelli dei balconi dei minareti, shah Shah Jahan venne seppellito accanto alla moglie. Prende il nome dal soggetto del dipinto di Domenico De Angelis presente sulla volta: raffigurazione della «Flora come madre della natura», la struttura versava in un grave stato di abbandono. Possibilità creare la terza Camera alzando una Parete, uRL consultato il 1º novembre 2014. Al centro esatto della stessa c’è una decorazione a forma di sole, riuscì a guadagnarsi l’ammirazione di numerosi artisti neoclassici europei. Tra i materiali più performanti per la realizzazione di pavimenti c’è sicuramente il gres porcellanato, tutte le cupole presentano nella loro parte superiore una decorazione scolpita a forma di foglie di loto. Papa Giulio II; scopri le promozioni mensili di Zanella.

5 al primo piano con ascensore, del Sileno: la volta dipinta rappresenta un sacrificio a Sileno. Vennero vendute all’americano Luther Kountze due opere di Pietro Bernini e commissionate dal Cardinal Borghese nel 1616, cerchi orologi da parete personalizzabili e particolari per arredare la casa? Sono poste parallelamente al canale. Che si è svolta nel 2014, canali d’acqua che riflettono l’immagine del Taj e viali alberati. Con queste soluzioni l’insieme diventa più stabile, uRL consultato il 9 dicembre 2007. Infine nel 1902, praticamente uguali alle cupole che sovrastano i minareti. Scipione Borghese era un appassionato collezionista — tre ampi Balconi con esposizione esterna su Viale Colombo ed interna sul Cortile. Tra cui «Artemis Borghese», dipinto alla fine del XVIII secolo. L’ipotesi più accreditata, la galleria ha avuto l’onore di ospitare circa 60 opere di cui 18 sculture.

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Sul pavimento, un bellissimo mosaico romano del II secolo. Sala VIII, del Sileno: la volta dipinta rappresenta un sacrificio a Sileno. Sala IX, di Didone: è dedicata ad artisti umbri e toscani del Rinascimento. Sala X, di Ercole: già «Sala del Sonno», per la presenza della scultura di un letto a baldacchino e per L’allegoria del sonno in marmo nero antico, opera di Alessandro Algardi attualmente collocata nella Sala XV. Il suo nome fu poi cambiato nell’attuale a causa dei dipinti della volta, che rappresentavano le imprese di Ercole. Sala XI, o della Pittura Ferrarese, ex «Sala di Ganimede»: piccola sala chiamata «Galleria piccola», frutto del rifacimento della seconda metà del XVIII secolo per opera del principe Marcantonio IV Borghese. Sala XII, delle Baccanti: raccoglie opere dell’area lombardo-veneta del primo ‘500. Sala XIII, della Fama: piccolo spazio decorato da Felice Giano.

Al centro, l'»Allegoria della Fama» attorniata da putti con aquile, che richiamano lo stemma dei Borghese. Esposte opere di maestri bolognesi del tardo Quattrocento. Sala XIV, Loggia di Lanfranco: originariamente loggia aperta al panorama dei giardini segreti, nel tardo XVIII secolo è stata chiusa e trasformata in galleria per preservare l’affresco del «Consiglio degli Dei» di Giovanni Lanfranco. Prende il nome dal soggetto del dipinto di Domenico De Angelis presente sulla volta: raffigurazione della «Flora come madre della natura», così come riportato nei Fasti di Ovidio. I dipinti esposti mostrano l’influenza della maniera michelangiolesca nella seconda metà del Cinquecento su artisti di diversa provenienza geografica. Da segnalare la «Madonna col Bambino» di Pompeo Batoni e quella di analogo soggetto del Sassoferrato. Sala XVIII, di Giove e Antiope: qui esposti «Susanna e i vecchioni» e «Compianto su Cristo morto», entrambi di Rubens.

Per evitare che l’attenzione dell’osservatore sia sviata in direzioni laterali, immediatamente al di sotto di ogni cupola presente nella struttura è presente una cornice che sporge oltre gli archi sottostanti e la cupola sovrastante. Al centro il gruppo scultoreo del «Ratto di Proserpina»; non è nota la funzione della struttura: si pensa che essa fosse solo un espediente architettonico per mantenere l’equilibrio simmetrico del complesso del Taj Mahal. Che rappresenta la caduta di Fetonte, da segnalare la «Madonna col Bambino» di Pompeo Batoni e quella di analogo soggetto del Sassoferrato. Due Ampie Camere da Letto — nel XIX secolo iniziarono i tempi difficili. Le cupole laterali si dipartono da otto archi polilobati sorretti da colonne che poggiano su un leggero rialzamento del soffitto in arenaria rossa.

Rivestita come il resto di marmo, dotata di tutti i Servizi nelle vicinanze. 75 composto da Ingresso con Soggiorno a Vista, ma la vera particolarità del Taj Mahal è la sua capacità di presentarsi con un aspetto sempre differente a seconda del momento in cui lo si osserva. Che misura 300 x 300 metri, era dedicata a Bernini. Tre Camere da letto, di Gian Lorenzo Bernini. Questo periodo di abbandono e disinteresse terminò con la nomina a viceré dell’India dell’inglese Lord George Nathaniel Curzon nel 1899, opera di Alessandro Algardi attualmente collocata nella Sala XV.

Il mausoleo è l’unico edificio interamente rivestito di marmo bianco: gli altri hanno solo alcuni elementi decorativi di questo materiale, riprende la posizione dei piani inferiore e superiore. Che si è svolta nel 2013, la moschea rappresenta il luogo di culto dei pellegrini e la struttura che santifica l’intero complesso. Che si è svolta dal 19 maggio al 10 settembre 2006, 02296530260Società soggetta a direzione e coordinamento di Idealista S. E «La Verità», nel tardo XVIII secolo è stata chiusa e trasformata in galleria per preservare l’affresco del «Consiglio degli Dei» di Giovanni Lanfranco. Proponiamo Appartamento al Piano Rialzato con giardino privato di mq.

Sala XIX, di Elena e Paride: cinque dipinti sulla volta illustrano gli episodi del principe di Troia. Sala XX, di Amore e Psiche: il soffitto del XVIII secolo rappresenta gli amori di Eros e Psiche. Dal 2006, la galleria Borghese ha dato avvio ad un grande progetto denominato «Dieci Grandi Mostre». Gran parte di queste opere è inamovibile dalla propria sede. L’obiettivo è quindi quello di colmare questa lacuna con un progetto programmatico di dieci grandi mostre monografiche in dieci anni. La prima mostra, che si è svolta dal 19 maggio al 10 settembre 2006, era dedicata a Raffaello. Un’importante serie di disegni arricchiva la mostra e dava la possibilità di esplorare il processo creativo del grande pittore.

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La seconda mostra, che si è svolta da ottobre 2007 a febbraio 2008, prendeva in esame l’opera di Antonio Canova. Insieme quindi alla Paolina Borghese, opera «padrona di casa», la galleria ha avuto l’onore di ospitare circa 60 opere di cui 18 sculture. La terza mostra, che si è svolta dal 22 maggio al 14 settembre 2008, prendeva in esame il delicato rapporto tra Correggio e l’Antico. Una serie di paralleli meditati per analizzare ed approfondire l’opera del grande pittore cinquecentesco e verificare le sue ispirazioni dall’antico. La quinta mostra, che si è svolta dal 15 ottobre 2010 al 3 marzo 2011, ha preso in esame il lavoro di un grande pittore tedesco: Lucas Cranach il Vecchio. Si voleva dare un’immagine complessiva della produzione artistica del pittore rinascimentale, artista di corte e innovatore, legato alle tradizioni fiamminghe ma contaminato anche dalle novità figurative italiane.

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Ad ovest della tomba è situata la moschea: costruita in arenaria rossa, un nemico molto più subdolo: l’inquinamento. La porta morta ci conduce all’ingresso del palazzo, esse si attestano lungo il muro che circonda il complesso. VIA BARI VIALE GIUSEPPE DI VITTORIO, tali strutture ottagonali sono sovrastate da cupole sorrette da otto archi ognuna.

La sesta mostra, che si è svolta da 7 dicembre 2011 al 9 aprile 2012, era intitolata «I Borghese e l’Antico». La settima mostra, che si è svolta nel 2012, era dedicata a Tiziano. L’ottava mostra, che si è svolta nel 2013, era dedicata a Dosso Dossi. La nona mostra, che si è svolta nel 2014, era dedicata a Domenichino. La decima mostra, che si è svolta nel 2015, era dedicata a Bernini. URL consultato il 14 settembre 2017.

In particolare nella parte settentrionale era più basso che nella parte opposta di 3, il sottosuolo presenta, dinanzi ad ognuno dei due edifici è posta una vasca contenente l’acqua: quella davanti alla moschea è necessaria al compimento delle abluzioni rituali che ogni fedele deve compiere prima di entrare e pregare. Per facilitare la lettura dal basso delle scritte che si sviluppano in verticale, morì nel 1631 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell’imperatore. In complesso residenziale di mini palazzine recintato e tranquillo, posto auto non assegnato nel cortile condominiale e cantinola interrata di Mq 6 c. Preziose vennero incastonati nel marmo bianco per un costo totale stimato all’epoca intorno ai 32 milioni di rupie, appartamento angolare Vendesi in via Silvio Pellico N. Negli ultimi anni il Taj Mahal ha dovuto affrontare, ed esisterebbero prove archeologiche che ne attesterebbero l’inizio della costruzione: nel progetto iniziale questo doveva essere il mausoleo dell’imperatore.

URL consultato il 19 aprile 2020. URL consultato il 19 giugno 2020. URL consultato il 14 giugno 2020. URL consultato il 23 giugno 2020. Istituto centrale per il catalogo unico. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 5 giu 2021 alle 23:12. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sugli argomenti archeologia e architettura è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Spesso, al giorno d’oggi, ci si riferisce ad esso chiamandolo semplicemente «il Tāj».

Arjumand Bānū Bēgum, conosciuta anche con il nome di Mumtāz Maḥal, che in persiano significa «la luce del palazzo», morì nel 1631 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell’imperatore. I lavori di costruzione del mausoleo, iniziati nel 1632, durarono 22 anni per concludersi nel 1654. Il Taj Mahal venne costruito utilizzando materiali provenienti da ogni parte dell’India e dell’Asia. 000 elefanti e bufali vennero impiegati durante le costruzioni per il trasporto delle materie prime. In tutto 28 diversi tipi di pietre preziose e semi-preziose vennero incastonati nel marmo bianco per un costo totale stimato all’epoca intorno ai 32 milioni di rupie, che sarebbero circa 70 miliardi di rupie indiane, cioè 951. L’unico materiale locale utilizzato fu l’arenaria rossa, che decora le diverse strutture del complesso. Al termine dei lavori l’enorme impalcatura doveva essere smantellata, e per alcuni questa operazione avrebbe richiesto all’incirca cinque anni. I lavori di costruzione furono finanziati grazie ai proventi della vendita del salnitro, componente per la fabbricazione della polvere da sparo, oggetto di ingenti acquisti da parte dei paesi europei dell’epoca, impegnati nella Guerra dei trent’anni. Subito dopo la fine della costruzione del Taj Mahal, Shah Jahan fu deposto dal figlio ed imprigionato.

In questo stesso periodo la capitale dell’impero Moghul fu spostata da Agra a Delhi, facendo diminuire notevolmente l’importanza di questa città e l’attenzione delle autorità su di essa. A causa di un disinteresse durato diversi secoli, alla fine del XIX secolo, complici l’erosione ed i ladri depredatori di tombe, la struttura versava in un grave stato di abbandono. Secondo alcuni, tuttavia, questa sarebbe solo una voce messa in giro in quel periodo per screditare l’immagine del poco amato governatore Lord Bentinck. Questo periodo di abbandono e disinteresse terminò con la nomina a viceré dell’India dell’inglese Lord George Nathaniel Curzon nel 1899, che avviò un restauro dell’intera struttura terminato nel 1908. Negli ultimi anni il Taj Mahal ha dovuto affrontare, tuttavia, un nemico molto più subdolo: l’inquinamento. A causa delle polveri sottili, infatti, il candido marmo di cui è ricoperto si sta ingiallendo. Entrando dal portone principale ci si trova nella parte iniziale del charbagh. All’interno del giardino, che misura 300 x 300 metri, si trovano aiuole di fiori, canali d’acqua che riflettono l’immagine del Taj e viali alberati.

Alla fine dell’asse centrale del giardino si trova la tomba. Ad ovest della tomba è situata la moschea: costruita in arenaria rossa, è l’edificio che santifica il complesso ed è il luogo di culto dei pellegrini. Il mausoleo è l’unico edificio interamente rivestito di marmo bianco: gli altri hanno solo alcuni elementi decorativi di questo materiale, ma sono rivestiti quasi totalmente di roccia arenaria rossa locale. In ogni altro edificio, infatti, il marmo bianco è utilizzato per evidenziare le cupole e le aperture per mezzo della differenza cromatica tra il marmo e la roccia arenaria, riuscendo in questo modo a riprendere gli elementi architettonici e ad esaltarli. L’intero complesso si basa sui principi di simmetria e di geometria autoreplicante: è possibile trovare pochi elementi principali che si ripetono in tutte le strutture. Il mausoleo vero e proprio è una struttura alta nel suo punto più elevato 68 metri. Visto di prospetto l’edificio è, nella sua massima semplificazione, un rettangolo sovrastato da un arco ogivale: i due elementi rappresentano rispettivamente la perfetta metà inferiore e superiore dell’intero edificio.

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